Non più solo nei «Comuni ad alta tensione abitativa» si può stipulare un contratto di affitto concordato della durata di 3+2 anni: il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture.

Grosse novità per i contratti di affitto a canone concordato, quelli cioè di durata 3+2 (tre anni iniziali, più altri due di rinnovo automatico): da oggi potranno essere firmati in qualsiasi città d’Italia e non più solo nei «Comuni ad alta tensione abitativa» come prevedeva la legge del 98 [1]. È quanto prevede il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale [2] che aggiorna, dopo ben 18 anni, le vecchie regole. Nella mini riforma non si prevede solo che i contratti di locazione 3+2 a canone concordato diventano possibili ovunque, ma ci sono regole che toccano anche i contratti di affitto transitori e per studenti. Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono le modifiche alla disciplina sui contratti di locazione 3+2 e agli altri tipi di contratti.

 

 

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Autore:  Redazione

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