Ha ragione l’utente condannato per non aver pagato al Comune la fornitura idrica per anni: sarebbe dovuta essere l’amministrazione creditrice a produrre le misurazioni del consumo d’acqua e l’acqua consumata in un determinato arco temporale per rispondere alla censura del cittadino sul punto.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, prima sezione civile, nell’ordinanza n. 20887/2017 (qui sotto allegata) che ha accolto il ricorso del cittadino che aveva proposto domanda di accertamento negativo nei confronti del Comune per la fornitura d’acqua negli anni 1988-1990.
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