Niente accertamento fiscale anche se il padre paga alcune rate del mutuo del figlio senza che ciò risulti da un bonifico bancario.

Pagamenti o donazioni di denaro fino a 3.000 euro anche in contanti: li prevede la legge e sono sicuramente leciti, ma che ne pensa l’Agenzia delle Entrate quando questi movimenti si ripetono più volte? In verità, capita spesso che, anche a fronte di spostamenti di soldi entro la soglia del cash consentito, il fisco abbia spesso qualcosa da ridire e contesti una ricchezza che, se non dimostrabile, potrebbe apparire invece frutto di evasione fiscale. Così, ad esempio, se il padre paga più volte le rate del mutuo del figlio senza fare transitare le somme dal conto corrente, ma girandogli direttamente il contante, l’Agenzia delle Entrate attiva i suoi sistemi di allerta: come fa un giovane, con un reddito ancora basso, a sostenere i costi del finanziamento? Ed è qui che scatta il redditometro, l’accertamento sintetico e, insomma, imposte aggiuntive, sanzioni e interessi. Come si difende, in questi casi, il contribuente che, legittimamente, potrebbe chiedersi: «cosa rischio se un genitore mi dà soldi in contanti, senza bonifico?».

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Autore:  Redazione

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