Terreno in comproprietà: di chi è la casa?

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L’accessione opera anche nel caso di costruzione eseguita da uno dei comproprietari sul terreno comune.

Immaginiamo che due persone siano entrambe proprietarie di un terreno. L’immobile non è stato ancora diviso, sicché si può parlare di una «comunione» sul bene. Tuttavia, uno dei due titolari ha realizzato sul medesimo appezzamento di terra una costruzione, pagandola interamente con i propri soldi. I due decidono di dividere il terreno e, a tal fine, non trovando un accordo, si rivolgono al tribunale. Colui che ha finanziato l’edificio chiede al giudice che riconosca la sua proprietà esclusiva su di esso: in altre parole, sebbene disposto a spartire il terreno, non vuol fare altrettanto con la casa. L’altro invece sostiene che la costruzione debba essere divisa in parti uguali, essendo stata realizzata su un terreno in comunione. Del resto, ragionando diversamente, chiunque potrebbe acquisire di fatto l’intera proprietà di un fondo realizzando su di esso un palazzo grande quanto l’intera superficie. La controparte ovviamente non ci sta e fa valere il fatto di aver provveduto, interamente a proprie spese, alla realizzazione del manufatto. Chi dei due ha ragione? Se il terreno è in comproprietà, di chi è la casa?

 

 

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Autore: Redazione

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